Sergio Dangelo (Milano, 19 aprile 1932) è un pittore italiano.
Pittore molto presente nelle mostre internazionali e nelle collezioni pubbliche, ha studiato a Milano e all'estero – Svizzera e Francia in particolare - muovendosi fin da giovanissimo attraverso l'Europa e trasferendosi a Bruxelles, ove ha vissuto per alcuni anni, entrando in contatto con i rappresentanti delle avanguardie del periodo e in particolare con gli ambienti surrealisti e con il gruppo Cobra.
Ha fondato insieme ad Enrico Baj il Movimento della Pittura Nucleare, a cui aderiranno moltissimi artisti tra cui Joe Colombo, Gianni Dova, Piero Manzoni ed altri (data di inizio del movimento viene fatta coincidere con la mostra delle opere di Dangelo e Enrico Baj tenuta alla galleria San Fedele a Milano nel 1951 intitolata " pittura nucleare"). La pittura nucleare di Dangelo parte da una riflessione sulla modernità sempre più interessata alle ricerche dell'atomo, "la finalità è quella di ricostruire un ipotetico paesaggio nucleare attraverso la più ampia sperimentazione di materiali e tecniche". La poetica di Dangelo aderisce alle finalità del movimento e costruisce la propria arte partendo dal surrealismo e dall'automatismo del segno "Se vogliamo cogliere la valenza salvifica del lavoro di Sergio Dangelo dobbiamo tornare alla concezione di André Breton dell’automatismo psichico (..)". La sua arte contrapponendosi all'astrattismo e alla pittura di figura rappresenta la disgregazione della materia. “ I Nucleari vogliono abbattere tutti gli ismi di una pittura che cade inevitabilmente nell’accademismo, qualunque sia la sua genesi. Essi vogliono e possono reinventare la Pittura. Le forme si disintegrano: le nuove forme dell’uomo sono quelle dell’universo atomico. Le forze sono le cariche elettroniche. La bellezza ideale non appartiene più ad una casta di stupidi eroi, né ai robot. Ma coincide con la rappresentazione dell’uomo nucleare e del suo spazio. [...] ”.
Nel 1957 firmò il Manifesto "contro lo stile" insieme a Enrico Baj, Yves Klein, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Pierre Restany, Piero Manzoni, Paolo Pasotto, Arman e altri, nel quale si affermava il superamento dell'arte nucleare "nel febbraio 1952 il primo manifesto nucleare affremava la nostra volontà di voler combattere ogni concessione ad ogni sorta di accademismo (..) Da allora abbiamo proseguito nella sperimentazione di ogni risorsa tecnica (..), alle sperimentazioni tecniche si accompagnarono per vicendevoli suggestioni nuovi linguaggi. Dagli spazi immaginari e "stati della materia" del 1951 ( Baj e Dangelo) alle "prefigurazioni" del 1953 (Baj, Dangelo, Colombo, Mariani), alle "nuove flore" del 1956 (Dangelo). Ma oggi ogni invenzione rischia di diventare oggetto di ripetizioni stereotipe a puro carattere mercantile (..). Noi affermiamo l'irripetibilità dell'opera d'arte (..)).
Successivamente negli anni sessanta matura un interesse verso la cultura orientale che trova espressione nelle rappresentazioni di ideogrammi e grafie nei dipinti costituiti da tessiture sottili e raffinate influenzate dalle bianche calligrafie di Tobey. Tra le sue opere da segnalare gli "hand-mades", che si presentano come assemblaggi di oggetti fissati a piani di fondo o liberi nello spazio, realizzati in contrasto coi "ready-mades" di Duchamp perché l'accento è posto sulla manipolazione dell'oggetto più che sul reperto in se stesso.
Il 21 luglio 1998 fonda a Milano "Il nuovo costruttivismo Manifesto" con Orazio Bacci. Nel manifesto si legge: "L'arte è al punto del "non ritorno".... Viviamo tempi difficili; la massa si riflette nell'oro.... Arte come progetto di vita.... " Il movimento ha prodotto 5 mostre tra il 2002 e il 2007 tenute a Milano negli spazi della storica Libreria Bocca, accompagnate ciascuna da un catalogo edito dalla libreria, alle quali hanno partecipato complessivamente 80 artisti.
La sua pittura è stata nel tempo costantemente dominata dal segno. Dangelo dice di sé: "Sono acrobatico, ogni giornata della mia vita è un mio periodo artistico".
Ha partecipato alla realizzazione di riviste internazionali, tra le altre è uno dei fondatori della rivista "Il Gesto", organo del Movimento Nucleare, pubblicata fra il 1955 e il 1959, alla redazione della rivista parteciparono moltissime personalità del periodo come Piero Manzoni, Pierre Restany, Édouard Jaguer, Lucio Fontana.
Si è cimentato anche nella ceramica e nell'ideazione di oreficeria d'arte. Nel 1954 pensa e progetta con Asger Jorn e Enrico Baj gli Incontri Internazionali della Ceramica ad Albisola, organizzati dalla manifattura Mazzotti, incontri a cui parteciparono diversi membri del gruppo Gruppo CO.BR.A. come Karel Appel. Si è dedicato altresì all'illustrazione di volumi, disegnando cartoni per legature artistiche, tra cui "Il Classico dei Tre Caratteri" realizzato dal parigino Alain Devauchelle per la Libreria Bocca di Milano e pubblicando testi lui stesso

Dangelo Sergio

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